Kastela

Museo Archeologico di Kaštela

Al Museo di Kaštela, i visitatori possono esplorare la ricca storia e l’archeologia del territorio—racconti spesso invisibili a chi percorre la città senza un adeguato contesto storico. Il museo svela le numerose tracce del passato nascoste sotto la terra e il mare, offrendo affascinanti spunti di lettura di questo tratto apparentemente moderno e industriale della costa croata.

Sito di Trstenik

Il sito di Trstenik si trova nella parte orientale del golfo di Kaštela, a Kaštel Sućurac. I più antichi ritrovamenti subacquei del golfo sono stati scoperti nei fondali di Resnik e possono essere collegati al più importante sito paleolitico di quest’area, la Grotta di Mujina. Al tempo in cui la grotta era frequentata, circa 40.000 anni a.C., il clima era notevolmente più freddo e il livello del mare si trovava circa 90 metri più in basso rispetto a oggi.

Attualmente, l’area del golfo di Kaštela è protetta dal mare dal promontorio di Spalato a est e dall’isola di Čiovo a ovest. A nord si erge il monte Kozjak, che protegge la zona dai venti settentrionali e dal clima continentale. Il clima mite favorisce la coltivazione di specie mediterranee, in particolare l’olivo e la vite, mentre il suolo di flysch consente la presenza di acque superficiali. Nel sito stesso si trova la sorgente di Trstenik, dalla quale il sito prende il nome.

Durante il periodo della dominazione romana, l’intera area attorno al golfo di Kaštela faceva parte dell’ager della colonia di Salona, che nel suo periodo di massimo splendore contava circa 60.000 abitanti. L’ingresso occidentale di Salona dista appena 3 km dal sito, e l’area era attraversata dalla strada romana Salona–Tragurium, ancora oggi in uso con il nome di Via Romana. Nelle immediate vicinanze della strada si estendeva anche la necropoli occidentale di Salona. Considerata la posizione e la presenza di un’abbondante sorgente d’acqua, nell’area di Trstenik si sviluppò un complesso rurale‑residenziale romano (villa rustica).

L’area di Trstenik a Kaštel Sućurac è nota come sito archeologico sin dall’inizio del XX secolo, quando fu rinvenuto il timpano di un piccolo tempio dedicato alla divinità Silvano. Il timpano è oggi esposto nel lapidario del Museo Archeologico di Spalato. Numerosi reperti di epoca romana, tra cui urne cinerarie e resti scheletrici, sono stati scoperti durante lavori edili; particolarmente interessante è anche il rinvenimento di una tubatura in piombo, testimonianza di un elevato livello di sviluppo delle infrastrutture urbane. Il Museo della Città di Kaštela ha condotto diverse indagini archeologiche, portando alla scoperta e allo studio di parti della necropoli e di resti architettonici. Durante i lavori di captazione della sorgente nel 2022, è stato rinvenuto il coperchio di un sarcofago romano, riutilizzato in passato come abbeveratoio per il bestiame.

La collocazione del sito lungo la costa è caratterizzata da una linea di costa con andamento approssimativamente est‑ovest. In quest’area la costa forma una piccola penisola, e lungo il litorale, a est del corso d’acqua, sono visibili rocce lavorate già in epoca romana. Nei fondali davanti alla foce del torrente si è depositato uno spesso strato di limo, mentre gran parte del fondale è ricoperta da praterie di Posidonia. Nel corso del XX secolo, Trstenik, come l’intero golfo di Kaštela, è stato esposto a fenomeni di inquinamento a causa dell’intensa industrializzazione.

La parte subacquea del sito è molto più conosciuta al grande pubblico, soprattutto grazie alla scoperta di numerosi reperti archeologici di grande interesse e in ottimo stato di conservazione. Nel 2002, a seguito della segnalazione di un sub locale, fu recuperato dai fondali di Trstenik un grande dolio perforato, oggi esposto come esemplare unico e integro presso il Museo Marittimo Croato di Spalato. Grazie a ricerche archeologiche continuative condotte sotto la guida della dott.ssa Irene Radić Rossi dell’Università di Zara, in collaborazione con il Museo della Città di Kaštela e l’associazione ArsNautica, e con il sostegno del Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia, della Contea di Spalato‑Dalmazia e della Città di Kaštela, oltre ai dolia sono stati rinvenuti i resti di una struttura lignea di un antico approdo, numerose anfore di provenienza ispanica e i resti di tre navi romane in legno.

I resti dell’intero approdo antico sommerso sono ancora oggi visibili nelle riprese aeree e coprono una superficie di circa 2.500 m². Il tratto più lungo, parallelo alla costa, si estende per circa 70 m, mentre il tratto più corto, perpendicolare alla riva, misura circa 40 m. Si tratta probabilmente di una banchina operativa complessa, appartenente a un complesso rurale‑residenziale di tipo villa rustica, con un porto commerciale sviluppato nelle immediate vicinanze di Salona.

Le anfore di tipo Dressel 20, rinvenute nelle prime campagne di ricerca, sono delimitate da pali lignei e si trovano nella zona centrale a sud della struttura lignea dell’approdo. Numerosi pezzi sono conservati integralmente e protetti da una rete di copertura, mentre alcuni esemplari completi sono esposti presso il Palazzo Arcivescovile di Kaštel Sućurac. Queste anfore sono databili tra il I e il II secolo d.C. e venivano utilizzate per il trasporto dell’olio d’oliva. A causa delle loro dimensioni, risultano poco adatte al trasporto terrestre e furono successivamente riutilizzate come materiale di riempimento per il consolidamento della banchina.

La nave Trstenik 1 fu scoperta nel 2006, durante la definizione del limite occidentale della banchina operativa, a una profondità di circa 1,60 m. L’imbarcazione fu intenzionalmente affondata e riempita di pietre come parte integrante della struttura portuale. È lunga circa 12 m e larga 4 m. In base alle analisi al radiocarbonio (C14), la nave sarebbe stata costruita all’inizio del I secolo d.C. Il fondo piatto e la fitta ossatura indicano che si trattava di una nave da trasporto, progettata per il carico di merci pesanti e per la navigazione in acque costiere poco profonde del golfo di Kaštela. A prua è stata rinvenuta una lucerna in ceramica, un raro reperto integro.

La nave Trstenik 2 è stata scoperta nel 2020 durante le ricerche nell’angolo sud‑occidentale della banchina operativa. È sensibilmente più piccola della precedente, con una lunghezza di circa 6 m e una larghezza di 2 m. Si tratta di una nave di tipo horeia, caratterizzata da prua piatta e poppa appuntita, utilizzata per scopi locali come imbarcazione di servizio all’interno del porto.

La nave Trstenik 3, anch’essa scoperta nel 2020, giace affondata a est della Trstenik 1. Misura circa 9 m di lunghezza e 4 m di larghezza. Le strutture costolali sono meglio conservate nella parte settentrionale, in prossimità della struttura lignea della banchina. L’imbarcazione è stata temporaneamente protetta ed è tuttora oggetto di studio.

Esplora Trstenik, tra terra e mare

Presso il Museo della città di Kaštela, la storia di Trstenik prende vita attraverso un’esperienza 3D immersiva che svela un paesaggio sottomarino nascosto, plasmato dai traffici marittimi di epoca romana. Un tempo parte del territorio di Salona, ​​il sito fungeva da complesso costiero dotato di un porto ben sviluppato; qui, nel I secolo d.C., alcune imbarcazioni in legno furono intenzionalmente affondate per rafforzare la struttura portuale. Oggi, questa narrazione prosegue oltre le mura del museo, estendendosi al territorio circostante: i tour in kayak consentono ai visitatori di scivolare sopra i resti sommersi nelle acque cristalline della baia di Kaštela, mentre i percorsi in e-bike ripercorrono l’antica linea di costa, un tempo collegata alla strada che univa Salona a Tragurium. Unendo interpretazione digitale ed esplorazione attiva, Trstenik si trasforma in una destinazione in cui la storia può essere vissuta attraverso il movimento, il contatto con la natura e la scoperta.

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Dove la storia incontra il gusto

La storia di Trstenik prosegue attraverso i sapori locali e un’ospitalità autentica, plasmata da secoli di vita marinara. I ritrovamenti archeologici, tra cui anfore un tempo utilizzate per il trasporto di olio d’oliva e altre merci, testimoniano l’importanza di quest’area all’interno delle antiche reti commerciali mediterranee. Oggi, questo patrimonio si può scoprire attraverso la cucina locale a base di pesce: ingredienti freschi, olio d’oliva e ricette tradizionali rispecchiano il paesaggio costiero stesso. I ristoranti trasformano la storia in menu che raccontano un passato lontano, mentre i B&B a gestione familiare offrono un legame più intimo con la destinazione, svelando storie sul sito sommerso e sul suo ruolo nella baia di Kaštela. Tra sapori, atmosfere e tradizioni locali, Trstenik diventa molto più di una semplice meta da visitare: si trasforma in un’esperienza da vivere e da ricordare.

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Creare, sperimentare, reimmaginare

Trstenik non è soltanto un sito di rilevanza archeologica, ma anche una fonte di ispirazione per la creatività e l’espressione culturale. I resti di imbarcazioni romane in legno, le anfore utilizzate per il trasporto di merci e le strutture portuali rivelano un ricco linguaggio visivo, profondamente legato alla vita marittima. Tali elementi possono essere reinterpretati da artigiani e designer, che trasformano forme antiche in prodotti contemporanei capaci di riflettere l’identità del luogo. Parallelamente, i rievocatori storici riportano in vita il passato, ricostruendo scene che vedono protagonisti marinai e mercanti romani, oltre alle attività quotidiane lungo la costa, offrendo ai visitatori un’esperienza dinamica e coinvolgente. Attraverso il design, l’artigianato e la rievocazione, Trstenik evolve, superando la sua natura di sito sommerso per trasformarsi in una piattaforma culturale viva, in cui il patrimonio viene costantemente reimmaginato e condiviso.

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